Contattaci

Nome Cognome
E-mail
Messaggio

Dall’Italia, la bioplastica
salverà il pianeta
attraverso la blockchain

Un gruppo di pionieri è pronto a liberarci dalla plastica senza rinunciare alle nostre abitudini.

Dopo più di cinquant’anni di produzione industriale ininterrotta e incontrollata, condotta in modo disdegnoso rispetto a qualsiasi forma di salvaguardia, il malessere del pianeta si riflette direttamente sulla salute di ogni essere vivente. Le politiche attuali per il riciclaggio di materiali plastici inquinanti sono fondamentali ma non decisive, e siamo in grado di proporre una nuova soluzione al mondo “, spiegano i fondatori di Earthbi, Claudio Caserta e Francesco Improta, affiancati dai co-fondatori Alessio Altorio, Dario Castrichella, Mauro Pedretti, Riccardo Toss e l’angel investor Rodolfo Errore.

A completely eco-sustainable material.



Ogni anno, il mondo produce
400 milioni di tonnellate di plastica, che è uno dei principali materiali inquinanti del pianeta in grado di resistere all’ambiente per oltre cento anni. La questione è globale e un mese prima del Friday for Future – la manifestazione ambientale guidata dalla giovane Greta Thunberg che ha coinvolto cittadini di 200 paesi – un gruppo di imprenditori italiani ha lanciato un progetto che potrebbe risolvere il problema in tempi record. Come? Sostituendo il materiale sorgente, cioè plastica, con bioplastica, un polimero altamente biodegradabile, in ogni impianto di produzione interessato. In modo da produrre le stesse posate usa e getta, le stesse bottiglie, gli stessi giocattoli, ma con una differenza: un materiale completamente eco-sostenibile.

Packaging, automotive, trasporti,costruzioni, prodotti farmaceutici: non esiste un settore in cui EarthBi – questo è il nome del materiale innovativo – non sia pronto a sostituire le materie plastiche inquinanti. In realtà, è un biopolimero che esiste già sul mercato, ma con una viscosità che non consente il suo utilizzo in ogni tipo di catena di produzione. Con EarthBi, invece, le bioplastiche possono essere utilizzate senza dover modificare le linee di produzione degli impianti esistenti, nel pieno rispetto delle normative vigenti e con una garanzia aggiuntiva: la produzione del biopolimero sarà, infatti, completamente tracciata, grazie all’utilizzo della tecnologia Blockchain che, affidandosi alla matematica, certificherà le caratteristiche di biodegradabilità e l’efficacia tecnica di EarthBi.


Sembra un sogno ecologico, tuttavia, il gruppo dietro EarthBi ha i piedi ben piantati nella realtà e ha lavorato al progetto per molto tempo, quando i media non avevano ancora riferito il problema della plastica.

La rivoluzione è possibile innanzitutto grazie a processi tecnologici innovativi sviluppati in collaborazione con alcuni scienziati italiani la cui domanda di brevetto è stata recentemente depositata da EarthBi. Gli investitori fortemente determinati stanno per emettere uno utility token che si chiamerà ERA la cui rappresentazione grafica sarà una clessidra stilizzata, proprio per simboleggiare il tempo di una nuova Era. La scelta di seguire l’innovativo mondo dei token è motivata dall’obiettivo di diffondere – rapidamente ed esponenzialmente – il progetto e, quindi, il materiale stesso.
D’altra parte, il gruppo ha messo a disposizione di EarthBi quattro divisioni che sono già operative da tempo: quella che riguarda il nucleo del progetto, ovvero la produzione di EarthBi e il token ERA (gestito dalla società di benefit Bio Valore World SpA); la Divisione Ricerca e Sviluppo, un’area composta da chimici e biologi del gruppo che si occupa di processi innovativi nel settore delle materie plastiche; la divisione dedicata ai servizi ad alto valore aggiunto (Valore Group Services S.r.l.), con un team interno con competenze che vanno dal settore industriale alle aree legali e fiscali; ed infine, una divisione dedicata alla gestione di diversi progetti (ma sempre nel settore Green), come lo sviluppo del mercato dell’energia e dei bioprodotti di fascia alta.


I primi impianti di produzione saranno situati in Europa, ma il progetto ha obiettivi che vanno ben oltre il Vecchio Continente. Italia, Slovenia e Malta vedranno la creazione di tre strutture con una produzione totale di 60 mila tonnellate all’anno. Contemporaneamente al lancio delle bio-fabbriche, la divisione Ricerca e Sviluppo del gruppo, con la collaborazione di università italiane e straniere, lavorerà per ampliare la gamma di bioplastiche più adatte all’uso da parte delle aziende di tutto il mondo, supportando i clienti con un personale qualificato e attività di ricerca dedicata per ogni specifico ciclo produttivo.


Il mercato delle materie plastiche a base biologica è in continua evoluzione e dei 400 milioni di tonnellate di plastica prodotta tradizionalmente all’anno, solo il 2% è bio, una cifra che rivela un margine di espansione potenzialmente rivoluzionario. Soprattutto se si considera la crescente sensibilità dei consumatori a tutto ciò che offre un valore aggiunto in termini di sostenibilità ambientale. Inoltre, a partire dal 2021, l’UE imporrà la sospensione dell’uso di materie plastiche monouso in tutti i paesi membri. EarthBi è nato proprio in previsione del problema. Smettere di usare la plastica, senza cambiare le nostre abitudini quotidiane.

Fonte: